Tra tunnel sommersi, strade cancellate e villaggi ancora isolati, in Nepal continua la ricerca di chi potrebbe essere sopravvissuto alla devastazione provocata dalle alluvioni. Sono oltre 4.200 le persone ancora disperse tra Nepal e la regione himalayana del Tibet, mentre l’emergenza si allarga a un nuovo, drammatico fronte: nelle aree rimaste senza collegamenti, l’acqua potabile scarseggia e le fonti danneggiate o contaminate fanno temere la diffusione di malattie.
Peggiorano le condizioni igenico-sanitarie
A rendere ancora più delicata la situazione — mentre il bilancio delle vittime è salito a 919 morti — è il deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie nelle zone colpite. Le persone rimaste isolate hanno urgente bisogno di acqua pulita per bere e lavarsi, mentre i danni alle condutture e la possibile contaminazione delle fonti alimentano il timore di nuovi e gravi problemi sanitari. Ma a preoccupare non sono soltanto le conseguenze dell’alluvione. Nei pressi del valico di Gyirong i soccorritori sono stati trasferiti in un luogo sicuro dopo che, nella serata di ieri, un drone ha rilevato una nuova frana a circa 2,8 chilometri a valle del lago di sbarramento formatosi dopo la devastante alluvione del 26 agosto scorso. La nuova frana ha creato un secondo margine naturale, dando origine a un nuovo bacino.
Oltre mille persone intrappolate
Una delle operazioni più delicate riguarda le persone che potrebbero essere ancora intrappolate nei tunnel degli impianti idroelettrici. Si parla di quasi 1000 persone. I soccorritori stanno lavorando senza sosta, ma con il passare delle ore diminuiscono le possibilità che siano ancora vivi. Anche squadre di soccorso alpino nepalesi, esperte e impegnate regolarmente nell’assistenza agli alpinisti sulle vette più alte del mondo, tra cui l’Everest, stanno partecipando alle operazioni. L’Authority per l’elettricità del Nepal ha comunicato che 11 centrali idroelettriche e una centrale solare, con una capacità complessiva di 431,1 megawatt, hanno cessato di funzionare dopo la devastazione. Si tratta di circa il 10% della capacità installata di generazione di energia elettrica del Paese asiatico. Altri 15 progetti energetici in costruzione, con una capacità di 470 megawatt, sono stati danneggiati.
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