Tre volte l’anno San Gennaro rinnova il suo legame con Napoli. Uno di questi attesi giorni ricade il 19 settembre, nella ricorrenza della decapitazione del vescovo di Benevento. Migliaia di fedeli sperano che il suo sangue, secondo la tradizione raccolto dopo il martirio, passi da “solido” a “liquido”. E queste speranze sono state oggi suggellate da un annuncio: “Ancora una volta il Santo ci ha dato il segno della sua presenza”, ha detto l’abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro, monsignore Vincenzo de Gregorio. Il prodigioso evento è considerato il segno della protezione del santo su questa città che, in diverse occasioni, ha accolto e abbracciato i Papi. Nelle riflessioni dei Pontefici, in occasione delle visite pastorali, si possono cogliere anche dense istantanee su Napoli. In questa pagina proponiamo quattro “scatti” sul capoluogo partenopeo, una terra che da secoli lega le sue più grandi speranze alla devozione per San Gennaro.
Il saluto di Leone XIV ai napoletani
Una di queste “fotografie” è stata scattata l’8 maggio del 2026. Papa Leone XIV, prima dell’incontro con i vescovi, il clero, i religiosi e le religiose, lega il proprio saluto al calore della gente di Napoli.
Ciao Napoli! Buongiorno! Sono venuto a Napoli per trovare questo calore che solo Napoli sa offrire! Grazie per questa accoglienza! Grazie! È una benedizione di Dio trovarci insieme, sono molto contento di poter essere qui questo pomeriggio: un tempo molto breve ma molto significativo. E questa prima fermata proprio qui al Duomo, la cattedrale di Napoli, dove voglio anche fare quest’omaggio a San Gennaro, tanto importante per la vostra devozione, la vostra fede!
La gratitudine di Giovanni Paolo II
Il 21 ottobre del 1979 Papa Giovanni Paolo II si reca a Napoli per una visita pastorale. Nell’immagine generale e festosa di quel giorno spiccano anche parole di gratitudine del Pontefice alla popolazione partenopea.
Il Papa è qui soprattutto per ringraziarvi. E ringrazia per tante visite che i napoletani fanno al Papa a Roma. Li incontro quasi ogni mercoledì durante le udienze generali e sempre si fanno vedere e ascoltare. Se domando, dicono o gridano: Napoli, Napoli! Allora il Papa è qui per ringraziare, per incoraggiare, per invitare a non perdersi d’animo, bensì a guardare in avanti con fiducia.
Francesco e l’invito a non lasciarsi rubare la speranza
Lo sguardo sulla città di Napoli, dove non mancano energie sane, si posa anche su ferite laceranti e situazioni dolorose. Il 21 marzo del 2015 Papa Francesco presiede la Messa in piazza del Plebiscito. Nell’omelia esorta i napoletani a non lasciarsi rubare la speranza.
Cari napoletani, largo alla speranza e non lasciatevi rubare la speranza! Non cedete alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti: questo è pane per oggi e fame per domani. Non ti può portare niente! Reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono i giovani, i poveri e i deboli, con il cinico commercio della droga e altri crimini. Non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate che la vostra gioventù sia sfruttata da questa gente! La corruzione e la delinquenza non sfigurino il volto di questa bella città! E di più: non sfigurino la gioia del vostro cuore napoletano! Ai criminali e a tutti i loro complici oggi io umilmente, come fratello, ripeto: convertitevi all’amore e alla giustizia! Lasciatevi trovare dalla misericordia di Dio!
Benedetto XVI e il piccolo seme che può portare molti frutti
Una eloquente istantanea su Napoli è proprio quella in cui cresce il piccolo seme della speranza che può dar vita ad un albero rigoglioso. Papa Benedetto XVI ne parla durante la visita pastorale il 21 ottobre del 2007.
Il seme della speranza è forse il più piccolo, ma può dar vita ad un albero rigoglioso e portare molti frutti. Questo seme a Napoli c’è e agisce, malgrado i problemi e le difficoltà. Preghiamo il Signore perché faccia crescere nella comunità cristiana una fede autentica e una salda speranza, capace di contrastare efficacemente lo scoraggiamento e la violenza. Napoli ha certo bisogno di adeguati interventi politici, ma prima ancora di un profondo rinnovamento spirituale; ha bisogno di credenti che ripongano piena fiducia in Dio, e con il suo aiuto si impegnino per diffondere nella società i valori del Vangelo. Chiediamo per questo l’aiuto di Maria e dei vostri santi Protettori, in particolare di San Gennaro.
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